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Santa Lucia alle Malve

IL MONASTERO DI S. LUCIA E AGATA ALLE MALVE

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Il complesso lauriotico è ubicato nel Sasso Caveoso, sul ciglio del torrente Gravina. È costituito dalla chiesa, articolata in tre navate con rispettive absidi, suddivise da pilastri, e da una serie di grotte che si sviluppano a sinistra della cripta, riutilizzate e riadattate in vario modo. Solo sulle porte di accesso alla chiesa rupestre è possibile rintracciare la simbologia iconografica che caratterizza S. Lucia, calice con gli occhi all’interno di un cartiglio. Sul pianoro sovrastante l’ipogeo, un cimitero costituito da sepolture databili XIII-XIV sec. dc.. Incerta e discutibile la data di fondazione-costituzione della comunità religiosa: alcuni storici locali, come il Nelli, riporta la data 870; il Tommaselli ritiene che il monastero sia stato fondato nel VIII secolo. Studi più recenti, suffragati da fonti archivistiche, come il Breve Cronicon di Lupo Protospata de anno 1093 inditione prima obiit Eugenia Abbatissa Sancti Benedicti monasteri matherensis”, riportano la notizia della presenza di un monastero femminile e della morte della badessa Eugenia, quindi la fondazione del monastero risalirebbe al IX-X sec.. Un altro documento datato 1208, riguarda la donazione al monastero di un sito in agro di Spinazzola (Ba denominato Castellum Novum riporta la dedicazione originaria del monastero, monasterio ecclesie S. Agathes de Matera. Solo successivamente, come dimostrato da alcuni atti notarili, il monastero compare con il titolo di S. Lucia e Agata. Questo porterebbe a pensare all’esistenza di due originarie chiese, ipotesi suffragata da alcune incongruità architettoniche rilevabili all’interno dell’attuale chiesa: la presenza di tracce di iconostasi all’interno della navata centrale e di sinistra, mentre in quella di destra l’aula è divisa dal presbiterio da un originario arco calato, oggi murato su cui poggia l’altare; la differenza di quota tra la navata di destra e la centrale.

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La prima chiesa (navata centrale e navata di sinistra) presentava una pianta a due navate divisa da pilastri, articolata in aula e presbiterio divise da pilastri di cui possiamo vedere le tracce sul soffitto. Una articolazione maggiore presentava la zona presbiteriale della navata di sinistra, divisa in due campate, separata da pilastrini e con la presenza dell’abside. La seconda chiesa, identificabile con l’attuale navata di destra, presentava una pianta molto più semplice, con aula, presbiterio sopraelevato diviso da un arco, e il plinto dell’altare, poi riutilizzato come sepoltura. Tale ipotesi è suffragata da un atto di donazione riportato dal Volpe del 1310 che riporta la notizia: l’Arcivescovo Roberto “donò alle monache, case, giardini, ed altre pertinenze, una colla chiesa di S. Agostino confinante al loro Monastero nel Sasso Caveoso”.  Il Nelli ricorda che nel 1204 giunsero a Matera da Accon (in Palestina), monache che vestono la regola di S. Agostino e che ricevettero dal vescovo Andreala Chiesa di S. Mariala Nova (oggi S. Giovanni Battista). A tal proposito si potrebbe presupporre che la chiesa di S. Agostino si identificherebbe nell’attuale navata destra della chiesa di S. Lucia e Agata alle Malve e che le monache provenienti da Accon abbiano avuto ospitalità presso il preesistente monastero benedettino che ne utilizzava, invece, la navata sinistra e quella centrale, e che successivamente, nel 1283, le monache si siano spostate presso un nuovo monastero edificato ai piedi della civita, come riportato dal Volpe. Così presero il via lavori di trasformazione delle due chiese che le resero comunicanti.

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Dal punto di vista decorativo ritroviamo nella navata di sinistra una serie di affreschi bizantineggianti,la Madonna del Latte, l’Arcangelo Michele, S. Gregorio, databili al XIII secolo, contrapposti ad affreschi di XIV secolo di matrice benedettina, S. Benedetto, S. Scolastica (intradosso dell’arco che separa la navata centrale da quella di destra), S. Giovanni Battista,la Crocifissione e l’Incoronazione della Vergine nella navata di destra. Con gli ultimi lavori di restauro della componente decorativa sono stati portati alla luce una S. Scolastica nell’intradosso della Crocifissione e un S. Leonardo nella controfacciata databile al XIV secolo. Sempre in questo periodo si realizza il nuovo ingresso sul quale è riportato il simbolo iconografico di S. Lucia, calice con gli occhi. Anche se ad oggi rimane in dubbio come una comunità così numerosa abbia potuto risiedere in questi ambienti di ridotte dimensioni.