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Santa Chiara

Voluta da Mons. Del Ryos assieme ai locali attigui destinati inizialmente ad ospedale e dal 1714 a convento delle clarisse, si presenta in stile barocco.

Dal 1911 i locali sono adibiti a museo.

La facciata sembrerebbe divisa in due parti, superiore ed inferiore: superiore dove predomina l’immagine del Padreterno, inferiore con ai lati due statue simboliche nelle nicchie (forse S. Francesco e Santa Chiara) ed al centro un austero portale in legno finemente scolpito. Lo stemma sul portale è dell’Arcivescovo di Matera – Acerenza Antonio Del Ryos. Motivo decorativo predominante: testine di animali (scimmie e pipistrelli).

L’interno si presenta ad unica navata terminante con un arco a sesto acuto.

I sono cinque altari, spudoratamente barocchi in legno finemente intagliato e base in pietra: quattro laterali appartenenti alla metà del 1600 e quello centrale settecentesco.

Sul primo altare a sinistra: una tela raffigurante San Michele Arcangelo e la flagellazione di Cristo; sul secondo: l’Immacolata Concezione con Gesù che infligge una lunga croce nel serpente e incoronazione di spine, Immacolata Concezione con Angeli con fiori, simbolo del martirio; su quello centrale: ai lati S. Agnese, sorella di S. Chiara e S. Rosa, Madonna nell’atto di donare a S. Francesco il cartiglio attestansi l’indulgenza.

Sul primo a destra: Madonna del Carmine, due Angeli e sotto anime purganti; sotto a destra, committente con lo stemma della famiglia.

Segue sullo stesso lato, un pulpito con il parapetto decorato con immagini delle Sante Clarisse; sopra S. Tommaso d’Aquino: sul secondo: Presentazione di Gesù al Tempio (al vecchio Simone); S. Giuseppe con una candela; sopra, incontro di Gesù conla Madonna; sull’ultimo: S. Gioacchino, S. Anna,la Madonnaed il Padreterno; sopra l’Orazione nell’orto.