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San Pietro Caveoso

Quella di S. Pietro Caveoso è stata senza dubbio per molti secoli una delle quattro parrocchie più importanti della città, assieme alla Cattedrale, S. Giovanni Battista e S. Petro Barisano.

La sua sede più antica era sul piano, nei pressi dell’allora Porta Pepice, la seconda è visibile sotto l’ipogeo della chiesa di S. Francesco d’Assisi.

Mancano testi scritti sulla prima fase della parrocchia ma, secondo alcuni storici locali, il destino della parrocchia è stato segnato dalla visita a Matera di S. Francesco d’Assisi nel primo ventennio del 1200. Sembra che egli fosse giunto qui con l’intento di fondare un convento; pertanto chiese ospitalità alla comunità ma gli fu inizialmente negata. In seguito ad un miracolo avvenuto nella provincia di Matera, i fedeli della parrocchia di S. Pietro si convinsero a cedere l’area dove era collocata la parrocchia per costruirne un convento francescano e a trasferirsi provvisoriamente in un’angusta chiesetta sita in vico Solitario e denominata “San Pietro in Monterrone”, in attesa della nuova chiesa che sembra sia stata terminata già nel primo decennio del 1300.

 

Della fase di costruzione, avvenuta trala I^ ela III^ metà del trecento, non resta quasi nulla, poiché l’edificio ha subito in seguito delle trasformazioni.

Le prime modifiche hanno riguardato l’ampliamento del tempio e la costruzione del campanile, simile, sia pur se su piccola scala, a quello della Cattedrale.

Altri interventi, ma di importanza minore, sono seguiti nel 1700.

 

Il nuovo edificio era composto da tre navate alle quali corrispondevano sulla facciata altrettante porte; le navate laterali avevano cappelle.

Anche questa chiesa, come tante in città, ha subito inflenze barocche, anche se in maniera molto lieve. La facciata ha mantenuto la linearità e il rosone tipici delle chiese romaniche. Essa è adornata da piccoli acroteri, dalle statue di San Pietro, San Paolo e dalla Vergine fiancheggiata da devoti nello schema iconografico della Madonna del Confalone.

Avanti all’allora cappella di S. Maria del Confalone, vi era l’originale battistero, un monolito che per il suo peso si è salvato dal saccheggio avvenuto nel tempo.

Il battistero poggia su una base da cui partono otto bracci terminanti con una foglia d’acanto; esso è decorato da una serie di bassorilievi riproducesti l’Agnello pasquale, due grandi mani, un telamone e uno strano animale di fantasia.

La seconda cappella, dedicata all’Annunziata, ha pianta quadrata e volta a crociera. Dedicata all’Annunziata perché fino ai primi del novecento vi era il gruppo lapideo dell’Annunziata (di Aurelio Persio).

Gran parte degli affreschi allora presenti nella chiesa furono (nel periodo di rinnovamento) picconati e ricoperti di intonaco. Solo l’abside non ha subito sostanziali modifiche, pertanto, sollevato l’intonaco, si è potuto recuperare quasi interamente il ciclo pittorico. Gli affreschi (S. Antonio Abate,la Vergine, S. Lorenzo, S. Domenico, S. Pietro e S. Paolo) sono tardo-seicenteschi; nel catino absidale tracce di un Pantocratore attorniato da Santi e da un piccolo offerente.

La cappella successiva è quella di S. Antonio, che divenuta nel 1773la Cappelladel Sacramento, fu completamente rinnovata; poche le tracce della cappella originaria.

La parete di fondo cinquecentesca mostra tre nicchie sormontate da cornici; mancano le statue e in particolare quella di S. Antonio.

La IV^ cappella è dedicata al Sacro Cuore di Gesù (prima S. Donato). Sulla sinistra, affreschi di S. Domenico e S. Francesco (XVI – XVII).

In fondo alla navata sinistra, la raffigurazione della Sacra Famiglia, della Vergine con il Bambino e le anime del Purgatorio. Un altro affresco conla Crocifissioneè in fondo alla navata destra.

Il soffitto in origine era a capriate (come quello della Cattedrale); fu sostituito con volte realizzate con conci di tufo. A fine settecento fu aggiunto un controsoffitto ligneo interamente decorato.

Attualmente quella di S. Pietro Caveoso è l'unica chiesa nel Sasso Caveoso dove si celebra messa.