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Il toponimo e la sua origine

Come spesso accade il nome stesso della città, Matera, viene ricollegato ad una varietà di origini, i cui significati reconditi celano altrettanti aspetti della storia e della natura stessa del sito.  C’è chi ritiene che il nome possa derivare dalla fusione delle prime sillabe di Metaponto ed Eraclea [MET + (H)ERA] per aver accolto i profughi provenienti dalle due colonie della Magna Grecia, a seguito della loro distruzione. Altri ritengono che la forma più antica del nome fosse Meteola, o perché derivante dal nome del console romano Quinto Cecilio Metello che, dopo la guerra sociale del 90 a.C., avrebbe fatto riedificare la città distrutta dotandola di mura e fortilizi (uno dei pochi ancora presenti è la Torre Metellana, chiamata appunto così per il nome del console romano);  o piuttosto per la chiara assonanza con il greco μάταιος όλος (“tutto vuoto”), con esplicito riferimento alla conformazione stessa del sito, ricco di grotte e cavità. Un’altra ipotesi è quella che riconduce il nome al latino materia,ae ( o materies,ei ) nel significato di “legname”, per la ricchezza di boschi (bisogna tener presente che un tempo, il sito su cui sorge la città moderna, appariva molto diverso; sono state le attività umane, praticate in modo indiscriminato, a ridurre drasticamente la biodiversità spesso in modo irreversibile). Tante altre ipotesi sono state fatte ma, probabilmente, la più accreditata è quella secondo cui il toponimo Matera è riconducibile alla radice semantica mata (o meta) nel significato di “rupe, altura”; ancora una volta il riferimento sarebbe alla morfologia del sito.