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Palazzo del sedile

Tra il XV e il XVII secolo una sostanziale crescita sociale ed economica segnò la città di Matera che fino ad allora era rimasta stretta tra le cinta murarie e succube del potere baronale. Nacque infatti la necessità di un’organizzazione più evoluta vista anche la crescita demografica della cittadella. I primi edifici ad essere stati eretti fuori dalle mura della “Civitas” furono, nel XIII secolo, essenzialmente monastici o appartenenti alla chiesa, ma seguirono, nei secoli a venire, strutture residenziali, amministrative e non solo. La città quindi spostò il suo baricentro appena fuori la porta detta di “Juso”, nella nuova Piazza Maggiore (successivamente detta Piazza del Sedile), area nella quale già da qualche tempo si svolgeva il mercato e dove erano attive già botteghe, concerie, magazzini, ecc. Verso la fine del XVI secolo fu eretto il Palazzo del Sedile, sede del Municipio. Da quel momento partì un vero e proprio processo di urbanizzazione che cambiò radicalmente e definitivamente l’aspetto della città. L’edificio fu eretto quindi per ordinanze municipali e, dopo essere stato sino al 1944 sede dell’Amministrazione Comunale, ha ospitato e ospita ancora oggi il conservatorio di musica “E. Duni”. La facciata, arricchita da un ampio arco sostenuto da due torri campanarie, ospita in alto le statue della Madonna della Bruna e di S. Eustachio, i due protettori della città di Matera e, di fianco all’arco di ingresso, quelle delle quattro virtù cardinali (giustizia, fortezza, temperanza e prudenza), virtù emblema del buon governo. In principio l’ingresso lo si faceva oltrepassando una balaustra, all’interno della quale girava una banchina (il sedile appunto, simbolo del potere), dove si riunivano gli eletti per dibattere i problemi e le decisioni del municipio. Nel 1700 il sedile perse la sua funzione e divenne il piedistallo della statua di Carlo III di Borbone. Nell’ampio androne (dove era sita fino al 1799 la statua di Carlo III), sulla destra, vi è un affresco raffigurante Carlo III a cavallo e sulla volta coevi dipinti celebrativi della bellezza del regno di Napoli.