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Castello Tramontano

A Giancarlo Tramontano, un signorotto che divenne ricco e noto per la sua abilità di maneggiare denaro, che Ferdinando II vendette la città. Egli, già Governatore di Matera, ambiva alla carica di conte.

Dopo numerose vicissitudini, poichè né il re né i materani erano convinti di tale sua richiesta, Giancarlo Tramontano riuscì ad ottenere la Contea di Matera. Nonostante l’ingente spesa, decise di portare avanti la costruzione del Castello, che si dice, dovesse somigliare a quello del Re di Napoli, gravando così sull’economia della città.

Non fu una facile convivenza quella tra i materani e il nuovo signorotto, a causa dei suoi continui soprusi e il suo atteggiamento prepotente e irrispettoso. Pertanto, il 29 dicembre del 1514, i cittadini misero fine a questa situazione divenuta oramai insostenibile e, con un agguato lo sorpresero e lo trucidarono.

I lavori per la costruzione del Castello si interruppero ed esso dunque rimase incompiuto, ma in compenso la città ne guadagnò la tanto attesa libertà.

Il Castello presenta tre torri, una centrale più grande e le due laterali di dimensioni più piccole con marcapiano. Il ponte levatoio, in seguito all’abbandono, è andato distrutto, e in rovina sono andate anche le mura di cinta e parte del fossato.

La leggenda narra di un percorso ipogeo che mettesse in comunicazione, un tempo, il Castello con la zona di Castelvecchio, ma dopo tanti sopraluoghi non è stata trovata alcuna traccia che lo possa confermare. Di sicuro vi erano dei camminamenti che raggiungevano delle torrette (probabilmente di avvistamento) poste solo a qualche decina di metri.

Il Castello sorge sulla collina opposta a quella della Civita dove è sitala la Cattedrale, molto probabilmente a lavori ultimati, sarà destinato ad area museale o centro di accoglienza turistica.