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Sassi di Matera

La parola “Sasso” nel significato di “rione pietroso” fa la sua comparsa in un documento anonimo del 1204.

Quanto alla distinzione tra i due rioni in Sasso Caveoso e Sasso Barisano vi sono diverse ipotesi.

Il Sasso Caveoso deriverebbe il suo nome dal latino “cavea”nel significato di “cavità, grotta”, perché apparentemente più scavato rispetto al Barisano, dove le case “edificate” sono assai più numerose, andando ad occultare le grotte sottostanti; oppure nel significato più specifico di “cavea” per la sua particolare conformazione, come un anfiteatro greco. Altra ipotesi è che il nome deriverebbe dall’orientamento del Rione, rivolto verso sud, in direzione di Montescaglioso (dal latino Mons Caveosus).

Il nome del Sasso Barisano potrebbe a sua volta dipendere dall’orientamento del rione in direzione nord-ovest, verso la città di Bari. Oppure potrebbe essere legato alla presenza in epoca romana di un casale abitato dalla famiglia gentilizia Varisisius, da cui Varisianus e, in seguito, Barisano (questa era anche l’interpretazione che ne dava Raffaele Giura Longo nel suo Sassi e Secoli).

Una precisazione va fatta sul materiale roccioso in cui sono scavate le grotte e con il quale, in seguito, sono state costruite le abitazioni. Generalmente si parla di tufo.  Ma il tufo è una formazione rocciosa di origine vulcanica, sebbene questa parola venga spesso riferita, in modo più generico, a rocce diverse ma accomunate da una certa friabilità e facilità di lavorazione, come nel caso del calcare poroso della Gravina di Matera (chiamato Calcare di Altamura). Si tratta dunque di una roccia sedimentaria di origine marina (si tenga presente che molti degli esseri viventi presentano uno scheletro o un guscio calcareo, per cui dopo la morte di tali organismi i residui mineralizzati si vanno a depositare sul fondo, formando dei sedimenti che, attraverso un particolare processo chimico fisico chiamato diagenesi, si trasformano in rocce coerenti). Più precisamente i blocchi di pietra (i cosiddetti conci di tufo) con i quali sono costruite le abitazioni dei Sassi, sono ricavate da una formazione rocciosa che prende il nome di calcarenite, roccia sedimentaria formata di piccole particelle di calcare (è qui chiamata calcarenite di Gravina), meno compatta e più friabile del calcare vero e proprio. Il processo di formazione di queste rocce è stato molto lungo e si è svolto in un periodo compreso tra i 65 milioni di anni fa (Cretaceo Superiore) e 2.000.000 di anni fa (Pleistocene Inferiore).